Promuovere la crescita individuale
per incrementare la sicurezza psicologica
nel contesto lavorativo
Nelle politiche delle risorse umane e nella gestione del personale da parte dei manager, la crescita dei collaboratori aziendali rappresenta un obiettivo centrale e ormai, quasi un dato scontato. Ma cosa si intende esattamente per crescita? Ovviamente, quella professionale, ma anche l’evoluzione delle competenze organizzative e personali, che influenzano profondamente il benessere individuale e relazionale di ogni dipendente nell’ambiente aziendale. Ogni individuo, in qualsiasi organizzazione, contribuisce al benessere collettivo, a sua volta migliorando il proprio benessere lavorativo.
Negli ultimi anni, attraverso la nostra ricerca e sperimentazione – frutto della collaborazione tra Giovanni Reale di CambirParadigma.net e Laura Ricci di Doceat – è emerso che un ambiente lavorativo caratterizzato da un alto livello di Sicurezza Psicologica (SP) ha un impatto diretto sulla crescita professionale dei collaboratori. Ciò avviene non solo in termini di competenze professionali, ma anche attraverso lo sviluppo di competenze più trasversali e relazionali. Queste competenze definiscono l’integrazione di una persona all’interno di un’organizzazione: se qualcuno è davvero nel suo ambiente, o se, al contrario, è percepito come “fuori posto” o “conflittuale”.
La gestione del personale dovrebbe dunque focalizzarsi sull’evoluzione delle competenze, considerando sia i risultati produttivi attuali che il benessere complessivo del team e dell’intera azienda.
Sicurezza Psicologica: il nostro modello e la gestione delle persone
Il benessere di un’organizzazione è il riflesso del vissuto individuale di ciascun membro, come hanno dimostrato numerosi studi neuroscientifici. Il nostro modello si basa sulla neurobiologia applicata alla psicologia, integrata con la psicologia organizzativa e l’approccio della consulenza di processo. La Sicurezza Psicologica, nel nostro modello, è intesa come “il sentirsi sentiti“, un’esperienza che ciascun individuo prova nel momento in cui si connette con l’ambiente e con le altre persone.
Studi precedenti hanno evidenziato che la possibilità di sviluppare appartenenza, inclusione, coinvolgimento e performance all’interno di un’organizzazione è direttamente correlata al livello di sicurezza psicologica che i collaboratori e i team percepiscono. Questo implica che un manager, oltre a organizzare il lavoro e supervisionare i collaboratori, ha il compito di monitorare e promuovere la sicurezza psicologica a livello individuale, di team e aziendale.
La gestione del personale, a tutti i livelli, presenta implicazioni di costi, giuridiche, organizzative e relazionali: si tratta di responsabilità precise legate al ruolo di leader, alle deleghe ricevute e all’autorità che il manager deve esercitare in modo efficace.
Le aziende moderne si aspettano risorse capaci di orientarsi verso il futuro, pronte a innovare e a contribuire alla crescita dell’impresa e del proprio sviluppo professionale. La crescita professionale di un individuo è strettamente legata alla crescita dell’organizzazione, e il manager ha un ruolo cruciale nel promuovere il progresso professionale dei collaboratori, facendoli evolvere non solo nelle competenze professionali ma anche nella comprensione e adattamento alla cultura aziendale.
Gestione centrata sulla Sicurezza Psicologica
L’autorevolezza di un manager, nel guidare e sviluppare la propria organizzazione o il team, deve concentrarsi sulla costruzione di relazioni solide, esprimendo connessione e supporto continuo. Ciò consente di creare un ambiente in cui l’innovazione, la flessibilità organizzativa e il miglioramento continuo possano prosperare, mantenendo un clima di sicurezza psicologica che incoraggi i dipendenti ad affrontare il rischio di sbagliare, di segnalare problemi e di esprimere opinioni divergenti.
Nei nostri incontri individuali con i responsabili delle unità organizzative, partiamo dall’analisi della sicurezza psicologica che ogni manager esprime nel suo agire e che influisce sul benessere complessivo dell’organizzazione.
Un manager che promuove la sicurezza psicologica adotta comportamenti che creano un ambiente di lavoro in cui le persone si sentono rispettate e supportate. Tra i comportamenti chiave su cui lavoriamo, evidenziamo l’ascolto attivo, la comunicazione aperta e trasparente, e l’empatia. L’ascolto attivo consente al manager di accogliere preoccupazioni, idee e suggerimenti senza giudizio, mentre una comunicazione chiara favorisce un dialogo costruttivo. L’empatia permette di comprendere e rispondere adeguatamente alle emozioni dei collaboratori, rafforzando la fiducia reciproca e creando un ambiente di supporto.
Questi comportamenti sono essenziali non solo per gestire, ma anche per far crescere i collaboratori, allineando la loro crescita con la sicurezza psicologica che si desidera mantenere o sviluppare all’interno dell’organizzazione.
Spesso notiamo che i manager applicano indicazioni generiche fornite dalla funzione HR o dai corsi di formazione, come se fossero regole rigide da seguire, senza considerare il contesto in cui operano: qual è il clima attuale del gruppo? Qual è il livello di SP presente? E soprattutto, quale SP esprime il manager stesso?
Il nostro intervento si concentra sullo sviluppo della consapevolezza dei manager, aiutandoli a migliorare la loro capacità di connettersi con gli altri e con l’organizzazione, incrementando così il livello di SP e creando le condizioni ideali per la crescita professionale dei collaboratori. Ciò permette loro di apprendere in modo profondo, sviluppare competenze personalizzate, affrontare le sfide con approccio innovativo e generare connessioni che favoriscono il benessere complessivo dell’organizzazione.