La sicurezza psicologica nei team

La sicurezza psicologica nei team

Le emozioni positive giocano un ruolo fondamentale nel promuovere relazioni cooperative e sono strettamente correlate alle risorse psicologiche, sociali e fisiche di ciascun individuo. Tali risorse, infatti, vengono costruite attraverso le interazioni con gli altri, poiché, in quanto esseri umani, siamo per natura soggetti relazionali, più di quanto tradizionalmente pensato. Questo concetto è stato confermato dagli studi neuroscientifici, che evidenziano come la nostra interconnessione con gli altri influisca su ogni aspetto della nostra vita.

In questo contesto, il concetto di “sicurezza psicologica” – in particolare, come declinato nel modello nato dalla collaborazione tra Giovanni Reale di CambirParadigma.net e Laura Ricci di Doceat – si fonda su queste evidenze scientifiche e sulla consapevolezza che siamo molto più integrati con gli altri di quanto spesso immaginiamo. La sicurezza psicologica si rivela, quindi, un fattore cruciale per il benessere di imprese e organizzazioni, come già discusso nei post precedenti.

Le aziende di oggi, sempre più orientate verso team interfunzionali o auto-organizzati, così come le équipe sanitarie e quelle del settore sociale, devono necessariamente promuovere, mantenere e rafforzare la sicurezza psicologica per garantire relazioni cooperative efficaci. Le emozioni positive connesse a questo concetto includono la fiducia, la curiosità, l’ispirazione, l’apertura mentale, la resilienza e la persistenza. Le ricerche dimostrano che i team che sperimentano un alto livello di sicurezza psicologica aumentano la ricerca di soluzioni innovative, il pensiero divergente e il processo cognitivo alla base della creatività, poiché le persone si sentono libere di esprimersi senza timore di essere giudicate o di fare errori.

 

Il nostro modello Sicurezza Psicologica e il lavoro in team

Il nostro modello si fonda sulla neurobiologia applicata alla psicologia, integrata con la psicologia organizzativa e l’approccio della consulenza di processo. La Sicurezza Psicologica (SP), nel nostro framework, viene definita come “il sentirsi sentiti“, un’esperienza che ciascun individuo vive nel momento in cui stabilisce una connessione con l’ambiente circostante e con le altre persone. Per garantire appartenenza, inclusione, coinvolgimento e performance all’interno di un’organizzazione, è imprescindibile assicurare un livello adeguato di SP.

Anche il singolo team, che rappresenta il nucleo operativo in molte organizzazioni o una realtà trasversale in altre tipologie di imprese, necessita di alcuni elementi fondamentali, ampiamente codificati dalla ricerca, per funzionare in modo efficace. A nostro avviso, il “sentirsi sentiti” all’interno di un team consente ai membri di bilanciare la proposta della propria individualità con l’accettazione delle istanze del gruppo e degli altri. Il team, infatti, è un’entità che vive dinamiche di coesione, differenziazione e sintesi verso un obiettivo comune, in cui ruoli, spesso non esplicitati, vengono assegnati ai membri (con la leadership che non è l’unico ruolo determinante). È fondamentale che un team sia non solo guidato, ma anche compreso nelle sue molteplici dimensioni: oltre agli aspetti relativi al compito, è necessario tener conto degli aspetti organizzativi, relazionali e fisici (particolarmente evidenti nei team virtuali, dove la mancanza di interazione fisica si fa sentire in modo marcato).

La performance di un team è, pertanto, il risultato di molteplici fattori, tra cui il suo funzionamento come entità psico-sociale. Questi fattori possono determinare il raggiungimento di risultati eccellenti o il fallimento del gruppo (come accaduto a molti team nella storia delle organizzazioni). Costruire un team performante implica la capacità di sviluppare un buon livello di SP, che permetta ai membri di sentirsi coinvolti nel progetto comune, di co-creare insieme agli altri, di remare nella stessa direzione, di affrontare le difficoltà esterne e, infine, di celebrare insieme i successi raggiunti.

 

Essere team in sicurezza psicologica

La manutenzione della coesione all’interno di un gruppo rappresenta un elemento cruciale per il suo buon funzionamento. Quando tutti i membri di un team si sentono autorizzati a partecipare attivamente, i comportamenti di connessione tra di loro aumentano significativamente rispetto a situazioni in cui, ad esempio, è presente un processo decisionale meno inclusivo. Dietro a questo fenomeno, non risiedono solo le scelte operative del team leader o altre decisioni organizzative, ma la Sicurezza Psicologica (SP), un aspetto fondamentale per il buon funzionamento di qualsiasi team. Il celebre studio biennale condotto da Google sulle performance dei suoi team ha infatti rivelato che i gruppi ad alte prestazioni condividono una caratteristica comune: la sicurezza psicologica.

Gli studi confermano che la sicurezza psicologica consente ai membri di un team di assumersi rischi moderati, di esprimere liberamente le proprie opinioni, di essere creativi e di esporsi senza paura di giudizi negativi. Questi comportamenti, che favoriscono l’individuazione di soluzioni innovative, sono particolarmente rilevanti in ambienti di mercato incerti e complessi, dove la SP risulta essenziale non solo per il benessere dei dipendenti, ma anche per la performance complessiva delle organizzazioni, che richiede soluzioni innovative in contesti poco prevedibili.

In tali ambienti, la SP diventa particolarmente cruciale per i team, che, pur essendo entità vitali per il successo aziendale, risultano vulnerabili a pressioni esterne.

Eventi percepiti come “minacce” (ad esempio, la competizione tra colleghi) attivano risposte neurobiologiche che inducono a comportamenti impulsivi, a discapito di una riflessione analitica o strategica, che risulterebbero invece necessari in molti contesti aziendali. Tuttavia, quando il team e l’ambiente organizzativo (così come il mercato) sono percepiti come sfidanti ma non minacciosi, i membri sono in grado di adottare una modalità “costruttiva”, alimentando circuiti neuronali positivi che favoriscono comportamenti orientati alla fiducia reciproca.

In un ambiente dinamico e altamente esigente, con un adeguato livello di SP, il successo di un team dipende dalla sua capacità di correre rischi e di sentirsi “libero” nel confrontarsi con i colleghi, sostenuto dalla fiducia reciproca e dai vari aspetti psico-sociali già menzionati.

La SP consente ai membri di muoversi in modo autonomo, ma al contempo “legati” da un legame invisibile che il team ha creato nel suo processo di costruzione. Di conseguenza, il conflitto viene elaborato in modo costruttivo e non evitato, il rispetto tra i membri è costante, le competenze vengono distribuite in modo equo, e l’autonomia di ciascuno è garantita. Inoltre, non si svilupperà una “blame culture” interna, ma piuttosto una cultura di attenzione alle differenze e alle uguaglianze, con processi decisionali e di partecipazione inclusivi e trasparenti. La “macchina” del team necessita del carburante della SP per alimentare fiducia, appartenenza e condivisione.

Quando lavoriamo con team che necessitano di accrescere il loro livello di SP, li supportiamo nel diventare sensibili a questo aspetto, aiutandoli a sviluppare modalità di misurazione periodica della SP e delle dinamiche interne al gruppo.

Insieme affrontiamo temi come la gestione dei conflitti, promuovendo l’emergere delle modalità migliori per affrontarli in quel contesto specifico, così come nella gestione delle negoziazioni interne. Sosteniamo anche la curiosità verso le posizioni degli altri membri, incoraggiando il team a comprendere e apprezzare ciò che ognuno porta all’interno del gruppo, come aspirazioni, valori e esperienze, adeguandoci al livello di maturazione del team in quel momento.

Aiutiamo il team a funzionare come un microcosmo in relazione con l’organizzazione, che costruisce e mantiene la sua sicurezza psicologica, enfatizzando il contributo e la responsabilità di tutti i membri e promuovendo il senso di co-creazione. Questo approccio consente di cogliere pienamente la sicurezza psicologica come una connessione condivisa, che si traduce in livelli superiori di coinvolgimento, maggiore motivazione nell’affrontare sfide difficili, più ampie opportunità di apprendimento per tutti e prestazioni significativamente migliori.